Legame covalente

Come è noto, tutti gli atomi tendono a stabilizzarsi e per farlo hanno bisogno di completare il loro livello periferico con otto elettroni e raggiungere quindi l'ottetto.

Si è visto che, nella formazione di un legame ionico, due atomi si scambiano uno o più elettroni: un atomo, perdendo uno o più elettroni, assume una carica positiva mentre l'altro, acquistando uno o più elettroni, assume una carica negativa. I due atomi restano quindi uniti dall'attrazione elettrostatica tra la carica positiva e la carica negativa.

Esiste un altro tipo di legame che si genera quando due atomi anziché cedere un proprio elettrone spaiato adottano lo "stratagemma" di metterlo in condivisione. Questa coppia di elettroni messi in comune apparterrà ad entrambi gli atomi. E per rendere contemporanea questa messa in comune, i due nuclei si avvicineranno: si forma così una molecola tenuta insieme da un «legame covalente».

Formazione del legame covalente nella molecola del cloro Cl2

Vediamo come funziona questo tipo di legame nel caso di due atomi di cloro. I due atomi si incontrano: avendo entrambi sette elettroni periferici, mettono in comune un elettrone ciascuno, restando così con sei elettroni periferici. Ma la coppia di elettroni si sposterà ora, rapidissima, dall'uno all'altro atomo di cloro, completando l'ottetto dell'uno e dell'altro.

I due nuclei si saranno intanto avvicinati, e la coppia di elettroni ruoterà intorno appartenendo a entrambi contemporaneamente. La molecola di cloro, Cl2, è infatti biatomica, ed è tenuta insieme da un legame covalente puro.

Legame covalente nella molecola del cloro

S'è detto puro, e c'è una ragione: vi sono infatti casi di legami covalenti in cui la coppia di elettroni non è uniformemente distribuita sui due atomi. Se fra due atomi diversi si instaura un legame covalente, i nuclei si avvicineranno, ma la coppia di elettroni tenderà a essere attratta dall'atomo più elettronegativo, vale a dire dall'atomo più capace di attrarre a sé gli elettroni.

In quel caso la molecola avrà un lato con carica negativa (il lato su cui tende a ruotare la coppia di elettroni) e in lato con carica positiva (il lato della molecola da cui gli elettroni tendono ad allontanarsi). Un caso di questo genere viene definito «legame covalente polare». Esso costituisce un «dipolo»: due cariche uguali ma opposte separate nello spazio.

Legame covalente polare nella molecola dell'HCl.

E' il caso della molecola dell'HCl nella quale il cloro, fortemente elettronegativo, assume una parziale carica negativa (δ-), mentre il cloro assume una parziale carica positiva (δ+).

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