Metalli di transizione

I metalli di transizione sono gli elementi presenti nella sezione centrale, bassa, della tavola periodica; si tratta di un elevato numero di elementi metallici riuniti in gruppi caratterizzati dalla lettera B accanto al numero romano.

La maggior parte di questi elementi dispone di due elettroni sul livello più esterno. Le differenze fra un elemento e l'altro si hanno invece sui livelli energetici sottostanti, quelli non esterni, che si riempiono gradualmente di elettroni, elemento dopo elemento.

Tutti i gruppi, qui, hanno quindi il livello energetico esterno simile, mentre troviamo i cambiamenti nei livelli più interni. Ecco a cosa si deve la locuzione "elementi di transizione". A questi elementi nel linguaggio comune riserviamo il nome di "metalli" (che invece in senso più proprio deve essere esteso a tutti gli elementi che nella tavola del sistema periodico si trovano a sinistra della linea a gradoni che dal boro giunge all'astato).

Metalli di transizione

In verde i metalli di transizione.

Tra questi elementi, dunque, le analogie saranno più spiccate di quanto non lo siano quelle esistenti fra altri gruppi adiacenti. Le principali si riscontrano nelle comune capacità di condurre l'elettricità e il calore (sono buoni conduttori) e nelle proprietà meccaniche di resistenza, duttilità, durezza.

Alcuni fra questi metalli hanno una importanza notevole, che spazia dagli aspetti storico-culturali, a quelli economici, oltre a quelli più spiccatamente chimici.

Il ferro, Fe, per esempio, ha dato il suo nume a una precisa età della storia umana, l'Età del Ferro per l'appunto.

Il rame, Cu, che appartiene sempre ai metalli di transizione, è invece l'elemento fondamentale dell'industria elettrica. Le sue doti di conduttore lo rendono indispensabile nella preparazione dei fili elettrici.

Il cromo, Cr, invece, ossidandosi all'aria forma uno strato protettivo su altri metalli (cromatura). Potremmo continuare con il nichel, Ni, e il manganese, Mn, usati in speciali leghe di ferro e con l'argento, Ag, e l'oro, Au, resi preziosi dalla loro stessa rarità in natura.

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